Ho viaggiato da Budapest alla Sardegna senza aerei per l’ambiente

È lunga. Ma ne vale la pena.

Pubblicato l’1 ottobre 2019 su VICE

Chissà se nel tentativo di renderci la vita più comoda e in linea con i ritmi frenetici quotidiani, non spazziamo via solo le esperienze negative, ma anche molte positive che ci potrebbero arricchire"
Chissà se nel tentativo di renderci la vita più comoda e in linea con i ritmi frenetici quotidiani, non spazziamo via solo le esperienze negative, ma anche molte positive che ci potrebbero arricchire”

In ogni lingua esiste sempre una parola che riesce a riassumere un concetto che, detto in un’altra, ne richiederebbe molte di più. Nel mio caso: grazie svedese per aver regalato al mondo flygskam, termine che esprime il senso di vergogna che si prova quando si prende un aereo per via del suo impatto ambientale. Se il consumo di carne e il problema della plastica sono centrali nel dibattito ambientalista da tempo, quello dell’aviazione civile (termine in cui si include anche l’aviazione commerciale, ma non quella militare), è diventato oggetto di discussione solo più di recente: attualmente responsabile del 2 percento delle emissioni globali, si prevede che entro il 2050 raggiungerà il 16 percento.

Quando a inizio settembre mi è arrivato un invito dalla Sardegna per partecipare come relatore a tre giorni di conferenze organizzate dagli studenti di Fridays For Future Sassari, ho ripensato alla flygskam e non ho avuto dubbi: nell’isola sarei dovuto arrivare senza volare. Peccato che abiti a Budapest da alcuni anni e che da Sassari mi separino 1.500 chilometri.

Elaboro subito il piano di arrivare fino a Genova in treno e poi prendere un traghetto per Porto Torres. La ricerca del percorso migliore inizia su The Man in Seat Sixty-One, il sito creato dall’inglese Mark Smith che è un po’ la bibbia del viaggio in treno. Lì si trovano info sulle più spettacolari tratte ferroviarie europee e mondiali, ma soprattutto orari sempre aggiornatissimi. A quanto pare Smith è anche il webmaster del sito, e dal suo aspetto retrò un po’ si vede. Per orari e durata non trovo una soluzione adatta a raggiungere Genova, così provo anche sul portale delle ferrovie tedesche, un’ottima risorsa per farsi un’idea delle tratte che collegano le principali città europee—ma anche lì non ho successo. A quel punto passo all’aggregatore di viaggi fromatob, che mi consiglia di prendere un autobus Flixbus Budapest-Genova.

Continua a leggere