Come creare un portale di cultura vegan da milioni di visualizzazioni, in soli due anni

Pubblicato su FunnyVegan n. 37

Jodi Monelle è la mente dietro LiveKindly, uno dei magazine online di news e cultura vegan più noti al mondo. Se si pensa che il progetto è partito meno di due anni fa ma raggiunge già più di 66 milioni di visualizzazioni mensili, più di sedici milioni sulla pagina Facebook, vale davvero la pena fare una chiacchierata con la sua fondatrice. In quest’intervista Monelle racconta a FunnyVegan un po’ di sé, com’è partito LiveKindly e la ricetta del suo successo.

Come ti sei avvicinata al veganismo?
Sono diventata vegan un paio di anni fa mentre viaggiavo in Nuova Zelanda, dopo che alcuni colleghi mi spiegarono cosa succedeva a mucche e vitelli. Ero già vegetariana e contribuire alla loro sofferenza era l’ultima cosa che volevo. Dopo essere finita in una spirale di documentari come Cowspiracy mi sono convinta che il veganismo era l’unico modo di vivere una vita in linea con i miei principi.

Sei originaria del Regno Unito, ma dopo tanto viaggiare il Canada è diventato da un paio d’anni la tua base. È stato facile ambientarti?
Se una persona ha viaggiato abbastanza nessuna differenza culturale sarà mai così scioccante. Certo ci sono delle ovvie differenze: nel Nord America l’imprenditoria viene incoraggiata e celebrata molto di più, oppure lo humor, il sarcasmo nel Regno Unito è decisamente più popolare. Al momento vivo a venti minuti d’auto da montagne e natura incontaminata, una cosa impensabile nel Regno Unito.

Jodi Monelle

In poco più di un anno, Jodi Monelle ha creato una piattaforma vegana che genera 66 milioni di visualizzazioni al mese

Com’è nato LiveKindly?
È partito nel 2017 in Canada quando mi sono resa conto che non esisteva nessun media vegan con un approccio positivo e inclusivo. Le pagine in circolazione si concentravano più sui problemi che sulle soluzioni. Il mio obiettivo era creare qualcosa che invogliasse le persone a realizzare cambi positivi nella propria vita, senza spaventare o bullizzare chi non la pensa come noi.

LiveKindly contribuisce a mostrare il veganismo sotto un’altra luce?
Il veganismo non è sinonimo di perfezione e gli idioti esistono ovunque, ma nella maggior parte dei casi i vegani sono persone calme e normali. Con LiveKindly voglio aumentare l’appeal e smontare quella narrazione dei vegani elitari e troppo militanti: i vegani sono persone tranquille, con a cuore una causa e che provano a vivere in modo un po’ più compassionevole.

Com’è la tua dieta vegan?
Nel 90% dei casi seguo una dieta a base di cibi integrali e ingredienti semplici. Quando non ho voglia di cucinare o mangio con degli onnivori su cui voglio fare colpo allora mi concedo carne o formaggi vegani. Credo sia importante supportare prodotti innovativi che contribuiscono a eliminare dalla nostra dieta carne e derivati, ma è anche vero che da quando sono diventata vegan le mie papille gustative non sentono più il bisogno di quei sapori.

In alcune interviste vieni definita un’imprenditrice che ha trasformato uno stile di vita in un business. Molti vegani storceranno il naso.
Creiamo contenuti di alta qualità da un anno e mezzo senza attualmente generare un centesimo di profitti. Per il momento ho speso tutti i miei risparmi, riesco a malapena a pagarmi uno stipendio e lavoro spesso sedici ore al giorno. Il resto del team si trova nelle stesse condizioni. Come si può pensare che il progetto alla lunga continui senza avere introiti?
Trovare un modo di produrli è il nostro attuale e vitale obiettivo. Diventare un’imprenditrice non è mai stata la mia vera intenzione, non avevo un business plan, è semplicemente capitato. Allo stesso tempo, tenendo conto di ciò che ti ho appena detto, non ci vedo niente di male nel provare a guadagnare da LiveKindly.

La quasi totalità dello staff di LiveKindly è composto da donne. È una scelta?
No, semplicemente è capitato che i migliori candidati per quelle posizioni fossero donne. La maggior parte dei miei investitori sono invece maschi e anche questa non è stata una scelta.

Qual è la chiave del successo di LiveKindly?
Essere vegani in un mondo che non lo è può essere stressante, spesso deprimente. Proviamo a mostrare il lato positivo di questa scelta: il 100% del nostro successo e della nostra rapida crescita si deve a questo approccio.

Alcuni studi mostrano che la popolazione di vegetariani e vegani, pur in aumento, non è cresciuta tanto da giustificare l’attuale offerta di prodotti vegan. La maggior parte degli acquirenti di questi prodotti non lo è. Come vedi questo trend?
Le ricerche mostrano risultati contrastanti, ma è indubbio che la crescita dei cosiddetti flexitarian ha portato a un aumento dell’offerta di prodotti vegani nei menu dei ristoranti e negli scaffali dei supermercati. Non credo ci sarebbe una tale crescita se non ci fosse un aumento della domanda. Alla fine è ciò che importa, no?

Hai investito un sacco di tempo ed energia nell’avviare LiveKindly. C’è qualche consiglio che ti senti di condividere con chi ambisce ad avviare un’impresa green?
Ho tre consigli da offrire: siate onesti e originali, in altre parole non copiate; portate avanti una giusta causa, le compagnie guidate da valori hanno più probabilità di avere successo; abbiate la pelle dura: ci sarà sempre qualcuno che vi critica, fa parte del gioco.

Ci sono personalità che ti hanno ispirato?
Non tendo a idolatrare personaggi famosi o influencer. Le persone che mi hanno ispirato maggiormente sono quelle che mi circondano, sono la mia famiglia e gli amici che non hanno mai smesso di supportarmi, anche durante gli alti e bassi della mia vita. Per non parlare poi del mio team, che è tanto entusiasta di questo progetto quanto me.

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