VIAGGIO NELL’OTTAVO DISTRETTO, IL QUARTIERE MULTIETNICO A VENTI MINUTI DAL CENTRO

Coworking, concerti e giardini comunitari, progetti di inclusione sociale e recupero del cibo invenduto nei mercati: le organizzazioni non governative fanno degli spazi culturali della capitale ungherese un presidio di comunità

 

Per chi passeggia nella capitale ungherese è facile capitare nel “ghetto”. Chiamato Józsefváros, ma noto come Ottavo distretto, il quartiere si estende su un’area di 6,85 chilometri quadrati, in cui vivono 70mila abitanti, su 1,7 milioni di Budapest. Periferico e centrale allo stesso tempo, si trova a venti minuti a piedi dalle zone più turistiche. Nel XIX secolo l’Ottavo distretto era un rione operaio con una folta presenza ebraica, poi si trasforma in bassofondo
da evitare, mentre negli ultimi anni diventa anche in quartiere multietnico. Qui l’incendiaria retorica sovranista e anti-immigrati del premier ungherese Viktor Orbán rende sempre
più complicato l’operato degli spazi culturali.

Durante un concerto nello spazio culturale Aurora

Durante un concerto nello spazio culturale Aurora

durante i lavori di ristrutturazione del nuovo Gólya

durante i lavori di ristrutturazione del nuovo Gólya, foto di Orsi Varga

Aurora: auroraonline.hu/aboutus/?lang=en

Gólya: golyapresszo.hu/?lang=en_us

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