Col coronavirus, le possibilità di interazioni con estranei sono limitate. Ed è per questo che è nata QuarantineChat.

 

Pubblicato su VICE.

Dal mio telefono scatta una musichetta allegra, mentre una voce femminile dal tono rassicurante mi avvisa che verrò presto connesso con un estraneo. All’altro capo del telefono c’è Ali, un programmatore di Lahore, la seconda città più grande del Pakistan. Manca ancora qualche giorno al momento in cui verranno imposte grosse restrizioni a fronte dell’aumento esponenziale dei contagi nel paese, e mi dice: “Il nostro primo ministro ha dichiarato che non ci possiamo permettere economicamente misure simili a quelle prese in Cina o in Italia.” Per questo Ali è molto preoccupato e sta chiuso in casa da una settimana. Su invito di alcuni amici sta pensando di affittare il suo appartamento e trasferirsi in campagna. Ma per stare con loro dovrebbe abbandonare il proprio gatto, cosa che non ha intenzione di fare.

La telefonata con Ali è avvenuta attraverso QuarantineChat, un’app che connette in modo casuale persone alle prese con la quarantena o l’autoisolamento volontario a causa del coronavirus. L’idea è venuta a Max Hawkins e Danielle Baskin, coppia di programmatori e artisti statunitensi non nuova a progetti pensati per uscire dalla nostra bolla e interagire con sconosciuti—proprio come Dialup, lanciata nel 2019 e da cui QuarantineChat è riadattata.

“Possiamo parlare virtualmente coi nostri amici e familiari, ma chiacchierare spontaneamente con un estraneo è un’esperienza momentaneamente assente dalle nostre vite,” si legge sul sito di QuarantineChat. Contattata per mail, Baskin mi fornisce alcuni dati: “Attualmente ci sono 900 utenti da circa 87 paesi, ma i numeri sono in crescita costante.” Dalla mia esperienza noto che l’utente medio è abbastanza giovane, solitamente sotto i 35-40 anni.

 

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